Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina

Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina - Ciao amico LEGGIA QUINDI SARÀ UNA CONOSCENZA, Nell'articolo si legge questa volta con il titolo Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina, abbiamo preparato bene per questo articolo leggere e scaricare le informazioni in essa. si spera coprire i posti articolo consigli, articolo economia, articolo Notizie, articolo politica, articolo salute, articolo sport, scriviamo può capire. Beh, buona lettura.

titolo : Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina
Link : Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina

Leggi anche


Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina

(Mercoledì 15 Novembre 207)
Trapani - La Dia di Trapani ha sequestrato l’intero patrimonio mobiliare, immobiliare e societario riconducibile a Giovanni Franco Becchina, 78enne, noto commerciante internazionale d’opere d’arte e reperti di valore storico–archeologico di Castelvetrano.

Becchina emigrato da Castelvetrano in Svizzera a Basilea, dopo aver subìto una procedura fallimentare, nel 1976. Becchina trovò lavoro prima come impiegato in una struttura alberghiera. In seguito, intraprendeva l’attività di commercio di opere d’arte e reperti archeologici, avviando la ditta Palladion Antike Kunst.

Successivamente è riuscito a diventare titolare di una galleria d’arte a Basilea. ma contemporaneamente ha messo su imprese in Sicilia nei settori del commercio di cemento, nella produzione e commercio di prodotti alimentari e olio d’oliva dell'Isola, esportato con successo soprattutto all’estero.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori della Dia di Trapani, per oltre un trentennio Giovanni Franco Becchina avrebbe accumulato ricchezze con i proventi del traffico internazionale di reperti archeologici, molti dei quali trafugati clandestinamente nel più importante sito archeologico di Selinunte da tombaroli al servizio di cosa nostra. Ma dietro al traffico illegale di reperti archeologici ci sarebbe l’anziano patriarca mafioso Francesco Messina Denaro, poi sostituito da suo figlio l’odierno latitante Matteo.

Alle indagini ha collaborato la polizia giudiziaria elvetica, attivata dalla procura della repubblica di Palermo con rogatoria internazionale.

I collaboratori di giustizia parlano di Becchina e dei sui legami con la mafia locale. Secondo il loro racconto dietro il furto del famoso Efebo di Selinute, statuetta di grandissimo valore storico archeologico rubata negli anni Sessanta e poi recuperata ci sarebbe Messina Denaro senior. I collaboratori di giustizia che parlano di Becchina sono: Rosario Spatola, Vincenzo Calcara, Angelo Siino, Giovanni Brusca. Dai loro racconti emerge che Becchina per almeno trenta anni ha portato avanti un fiorentissimo traffico internazionale di reperti archeologici.

Già nel 1992, sulla base delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Spatola e Calcara Vincenzo, Becchina era vicino alle famiglie mafiose di Campobello di Mazara e di Castelvetrano, per conto della quale avrebbe trafficato reperti archeologici. A metà degli anni Novanta Becchina divenne un uomo d’affari affermato ed è tornato a vivere stabilmente a Castelvetrano, dove aveva anche avviato delle attività economiche ed effettuato rilevanti investimenti.

Tra le iniziative siciliane di Becchina c’è stata la Atlas cementi S.r.l., società con sede in Mazara del Vallo ed che si occupa d’importazione, produzione, commercio all’ingrosso ed al minuto di cemento, lavorazione e trasformazione del cemento, commercio di materiale edile, costruzione di opere pubbliche, la compravendita di immobili e l’esercizio di impresa portuale.

A partire dal 1991 nella Atlas cementi s.r.l. subentrò come socio di riferimento ed amministratore il noto imprenditore mafioso Rosario Cascio, che riusciva a trasformare quella società in una delle più importanti e redditizie leve economiche dell’intera Sicilia. Il compendio aziendale e l’intero capitale sociale della Atlas cementi furono confiscati il 21 giugno 2011 dal tribunale di Agrigento.

[Fonte: gds.it - Silvia Iacono]


Così l'articolo Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina

vale a dire tutti gli articoli Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina Questa volta, si spera in grado di fornire benefici a tutti voi. Va bene, si vede in un altro post articolo.

Ora stai leggendo l'articolo Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina l'indirizzo del link https://leggiaquindi.blogspot.com/2017/11/arte-e-affari-della-mafia-sequestrato.html

Subscribe to receive free email updates:

Related Posts :

0 Response to "Arte e affari della mafia, sequestrato il patrimonio di Becchina"

Posta un commento